Nuovo appuntamento con gli incontri “Pausa Pranzo” dell’associazione MediaLab, che ieri ha ospitato il giornalista Antonio Rossano sulla piattaforma Meet per la presentazione del “Report 2025 dell’Osservatorio sul giornalismo digitale”. L’incontro, a partecipazione libera e gratuita, ha offerto una riflessione sulle sfide e le prospettive del giornalismo in un’epoca di profonde trasformazioni.
Il report (disponibile qui), promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, evidenzia la crisi di fiducia e di sostenibilità economica che il giornalismo sta attraversando, in un contesto di rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e di diffusione incontrollata di fonti non verificate. Lo studio analizza i dati e propone soluzioni per garantire un’informazione di qualità e indipendente.
Antonio Rossano, giornalista, è presidente di Media Studies, ente non profit che si occupa dell’analisi e divulgazione delle tematiche inerenti i media ed amministratore di Interskills, società che si occupa di comunicazione digitale e formazione. Ha scritto e scrive per varie testate, enti e siti, tra cui L’Espresso, Repubblica, Regione Ticino, LSDI, Wired. Ha insegnato di tematiche relative al giornalismo in vari Master e collabora, in qualità di docente, con l’Ordine dei Giornalisti per la formazione degli iscritti. Consulente per il digitale dell’Ordine dei Giornalisti di cui coordina il progetto «Osservatorio sul giornalismo digitale» è membro del comitato scientifico della Fondazione Murialdi sul giornalismo italiano.
«Il titolo del report trae origine dal primo report del 2023 (clicca qui per visionarlo) – ha spiegato Antonio Rossano nel corso dell’incontro – che partiva da un intervento di Richard Gingras, vicepresidente di Google per le news, il quale sottolineava che il problema più grande per il giornalismo è la sua rilevanza. L’anno successivo siamo stati travolti dall’avvento dell’intelligenza artificiale generativa, e ci siamo resi conto che il problema principale non era tanto la nuova tecnologia, quanto la perdita di rilevanza del giornalismo nella società. Dal punto di vista economico, il settore non ha più le risorse per sostenersi: se un lettore non è disposto a pagare il costo di un caffè al giorno per informarsi, significa che quell’informazione non è considerata rilevante. Al tempo stesso, sui social media proliferano realtà alternative di divulgazione, in grado di raggiungere decine di migliaia di interazioni per ogni post».
«Dal punto di vista della fiducia – ha proseguito Rossano – l’informazione tradizionale viene percepita come meno affidabile e meno attraente rispetto ai contenuti proposti da aziende di marketing specializzate nell’interazione con il pubblico. Un caso emblematico è stata la dichiarazione di Jeff Bezos, proprietario del Washington Post e fondatore di Amazon, che nell’ottobre 2024 ha affermato che i giornali non sono più rilevanti, in quanto non godono più della fiducia delle persone. Sul fronte della distribuzione, i social media puntano sull’engagement, escludendo sempre più spesso le fonti giornalistiche tradizionali dalle discussioni sulle notizie».
Per affrontare questa crisi, Rossano ha sottolineato l’importanza dell’alfabetizzazione mediatica, tematica cara alla nostra associazione. «Si muove in questo senso l’attività portata avanti dalla Commissione Cultura presieduta da Elena Golino, che evidenzia la scarsa capacità del pubblico di distinguere le notizie attendibili dalle altre, rendendolo vulnerabile alla manipolazione. È importante formare le persone a un uso critico dell’informazione».
A questo proposito Rossano ha fatto riferimento alla recente ricerca intitolata “L’intelligenza artificiale nella professione del giornalista”, frutto della collaborazione tra l’Ordine nazionale dei giornalisti e l’Università LUMSA, basata sulle risposte di 972 giornalisti italiani (clicca qui per visionare il report). «Dall’indagine emerge la necessità di formazione sull’intelligenza artificiale, poiché molti professionisti ne hanno una conoscenza limitata e diffidano delle nuove tecnologie. È necessario fornire strumenti adeguati per formare i giornalisti – ha sottolineato Rossano – Negli ultimi anni sono aumentati i corsi sul tema dell’intelligenza artificiale sulla piattaforma di formazione dei giornalisti e si è dato un indirizzo sui corsi dedicati all’aggiornamento tecnologico. È importante creare anche percorsi differenziati in base alle esigenze».
L’incontro è stato anche l’occasione per ricordare le attività sul territorio organizzate da MediaLab e l’indagine sull’alfabetizzazione mediatica in Liguria lanciata dall’associazione. Il questionario, disponibile online (clicca qui), mira a valutare le competenze della popolazione nell’uso dei media e della tecnologia, sensibilizzando i cittadini su un uso critico e consapevole delle informazioni.
«Potremmo immaginare – ha concluso Rossano – di aggiungere nel prossimo report una sezione dedicata agli ordini regionali e le attività svolte localmente».
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