Pausa pranzo con MediaLab: ospite la giornalista Elisa Morando

È vero che i giovani non leggono più? A questa domanda ha cercato di rispondere Elisa Morando, giornalista e socia di MediaLab, protagonista del nuovo incontro “Pausa Pranzo” organizzato dall’Associazione MediaLab. Presentando la sua ricerca “Giovani in-formazione: il rapporto con la notizia della Generazione Z”, nell’ambito della tesi di Laurea in Informazione ed Editoria, Morando ha analizzato le modalità con cui i giovani si informano e il loro rapporto con i media.

“Sembra che i consumatori di notizie non esistano più e ho voluto approfondire per capire se è proprio così – ha esordito Morando – Per farlo ho somministrato un questionario a un campione di ragazzi nati tra il 1995 e il 2006, la cosiddetta Generazione Z. L’approccio è stato misto, con domande sia a risposta multipla sia aperte, rivolte a un gruppo eterogeneo di persone in termini di età, residenza e occupazione”.

Attraverso l’indagine quantitativa, Morando ha ottenuto 256 risposte, evidenziando anche trend inaspettati. “Ad esempio, mi hanno stupito le risposte alla domanda ‘Se ti informi sui social, perché lo fai?’. Contrariamente alle mie aspettative, il 48% si è detto contrario all’affermazione di utilizzare i social perché non ama leggere. Anche ‘Mi sento più vicino ai creator rispetto ai giornalisti’ ha ricevuto molte risposte negative, così come ‘Per avere un’informazione personalizzata’ o ‘Perché è più divertente’. Tra le motivazioni più condivise, invece, spicca il fatto che l’informazione sui social sia gratuita”.

Un altro dato rilevante riguarda le modalità di approfondimento delle notizie: “Il 25% dei giovani preferisce leggerle, il 22,6% guardarle, mentre solo l’11,3% ascoltarle, un dato sorprendente considerando il crescente successo dei podcast”, ha sottolineato Morando.

L’analisi ha individuato tre principali modalità di fruizione delle notizie: “Il monitoraggio abituale, ovvero un aggiornamento quotidiano o settimanale; l’esposizione accidentale, quando si incappa casualmente in una notizia, che spesso si rivela negativa o violenta, che può portare all’evitamento dell’informazione; e il consumo diretto, quando si sceglie consapevolmente di approfondire un tema”.

Tra i fattori che allontanano i giovani dall’informazione tradizionale, il principale si è rivelato la mancanza di interesse, indicata dal 36% degli intervistati. “Seguono la distanza generazionale tra chi scrive e chi legge, la mancanza di fiducia, l’eccesso di offerta e la predominanza di notizie negative. Pochi, invece, indicano la mancanza di tempo come ostacolo”. Sul tema della fiducia nei media, i dati mostrano che il 41% degli intervistati si fida “abbastanza” dei quotidiani nazionali, mentre il 43% dichiara di non fidarsi per niente di TikTok. Il 32% ha abbastanza fiducia nei profili social dei giornalisti, mentre il 36% si fida molto delle agenzie di stampa.

Morando ha approfondito anche l’influenza dell’età dei giornalisti e dei content creator sull’atteggiamento dei giovani verso l’informazione, nonché le loro richieste ai media. “Le risposte più votate sono state: ‘Farmi riflettere e sviluppare un pensiero critico’ e ‘Spiegarmi i concetti in modo chiaro’”.

Nelle conclusioni, Morando ha individuato due strategie per avvicinare i giovani all’informazione: “La prima è il giornalismo costruttivo, che non si limita a raccontare problemi e notizie negative, ma propone anche soluzioni e una prospettiva orientata al futuro. La seconda è la media literacy, che tra l’altro è la mission di MediaLab, che punta sull’educazione all’informazione, sull’alfabetizzazione ai media e sullo sviluppo del pensiero critico”.

“Penso che, per coinvolgere i giovani – conclude Morando – i professionisti dell’informazione dovrebbero concentrarsi non tanto sulla creazione di contenuti, quanto sul capire cosa possa realmente motivarli a informarsi. Coinvolgerli attivamente nel processo, dalla progettazione alla pubblicazione, potrebbe essere la chiave per renderli parte integrante del sistema”.

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Il prossimo incontro “Pausa Pranzo”, sempre in sessione aperta e gratuita su Google Meet, si terrà lunedì 28 aprile dalle 12 alle 14 e avrà come tema “Intelligenza artificiale, etica del giornalismo e AI Act”. Ospiti Erica Manna e il parlamentare europeo Brando Benifei.

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